Quali strategie per il comune di Poschiavo

Quali strategie per il Comune di Poschiavo?


Il 17 dicembre 2012 la Giunta comunale si è riunita per deliberare il preventivo 2013 del Comune di Poschiavo. Benché la preparazione del preventivo passi prima dall’amministrazione e dal Consiglio comunale, l’organo competente per la delibera, è appunto la Giunta comunale. Il risultato finale è conosciuto: nonostante il disavanzo d’esercizio sia previsto in ca. 2.3 milioni di franchi nessun aumento del tasso fiscale e nessun taglio dei servizi. Ottimo si direbbe. Se analizziamo meglio questa cifra notiamo però che il capitale proprio passerà dai 12.5 milioni del 2010 ai previsti 7 milioni nel 2013. Di questo passo quindi, nel 2016 il capitale proprio sarà praticamente azzerato. Su questa base, pur senza dover fare passi azzardati, è necessario agire al più presto per arginare questa tendenza.
Prima di trattare il preventivo, la Giunta ha accolto all’unanimità il postulato di Poschiavo Viva con il quale si incarica il Consiglio comunale di presentare alla Giunta, entro il 30 giugno 2013, delle proposte su come sarà possibile raggiungere il pareggio di bilancio. Inizialmente la proposta era di raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2014. Per ammissione stessa di Poschiavo Viva, tale data era provocatoria e quindi è stato accettato di posticiparla di due anni, cioè entro il 2016. Nulla da ridire. Si ha la sensazione che la Giunta intende risparmiare. L’unica domanda che ci si può fare è perché, visto il consistente deficit, il Consiglio comunale non abbia sottoposto alla Giunta una valutazione simile già nei mesi scorsi e su iniziativa propria.
Entrando in materia del preventivo, i liberali hanno avanzato immediatamente delle proposte per diminuire il deficit 2013 di ca. 500'000 franchi. Anche se non tutte le proposte erano legalmente sostenibili e la formulazione non era facilmente perseguibile, sicuramente la proposta era degna di nota. Se non altro si proponeva di rimediare fin da subito alla tendenza negativa. Queste proposte sono state respinte a maggioranza, senza nemmeno entrare più di tanto nel dettaglio. A nostro avviso è stata un’occasione sprecata per dare un chiaro segnale di risparmio all’Esecutivo, all’Amministrazione ma anche ai cittadini.
Da parte del PDC per contro, nessuna proposta in merito a risparmi o quant’altro in entrata di materia.
Nella discussione del preventivo nel dettaglio nessuna proposta. Solo domande o osservazioni a futura memoria. Senza battere ciglio la Giunta all’unanimità ha accettato il preventivo così come presentato. Anche i liberali che si sono visti respingere le proposte di risparmio hanno diligentemente e scolasticamente alzato la mano sostenendo il preventivo 2013.
Eppure noi, sia come partito non rappresentato nelle Autorità comunali sia come cittadini, alcune domande ce le poniamo:


1.    Perché in un momento in cui si parla di eliminare, seppur a malincuore, dei servizi gratuiti ai cittadini, senza discussione alcuna vien dato il via libera alla progettazione di un nuovo servizio di asilo nido che, se si realizza, costringe il Comune all’assunzione di importanti spese annuali?
2.    Perché nel 2013 sono previsti investimenti netti per sette milioni di franchi quando si sa benissimo che realizzare tutti i progetti in un anno è tecnicamente impossibile? Si ha la sensazione che il preventivo degli investimenti segua la logica del “sarebbe bello” e non la logica della sostenibilità finanziaria.  Ci si dimentica inoltre che alcuni progetti sono stati più volte rigettati dalla popolazione e che prima di ripresentarli bisogna assolutamente avere le condizioni ideali su tutti i fronti, compreso il fronte finanziario.
3.    È logico ripristinare i contributi per i tetti in tegole quando il regolamento specifico non è ancora stato redatto? E soprattutto, benché ogni soppressione di contributi sia dolorosa, è logico che la Giunta comunale ritorni sui suoi passi in un periodo di risparmi, ad un solo anno dalla decisione di eliminare tali contributi?
4.    È rispettoso del cittadino non concedere un centesimo di contributo a favore delle energie rinnovabili quando pochi mesi fa il Popolo ha accettato la relativa legge ed al Popolo sono stati “promessi” ben 200'000.- franchi di contributi annui in questo senso? Pochi mesi fa la situazione finanziaria era così favorevole da poter “promettere” questo contributo?
5.    Quali sono i motivi per cui il teleriscaldamento a Sta. Maria chiude con un deficit così importante? Come intende intervenire il Consiglio comunale?
6.    Perché sono già previste spese per la rivitalizzazione del Poschiavino se i lavori, secondo le informazioni ricevute a suo tempo, verranno eseguiti quando sarà in funzione la nuova centrale di pompaggio (fra ca. 10 anni)?
7.    È giusto aumentare il salario del Podestà in un sol colpo di ben il 48%? Non sarebbe stato possibile trovare una modalità più delicata per raggiungere un salario che sicuramente va adeguato ma magari sull’arco di più anni?


Siamo coscienti dell’evidente difficoltà che hanno le Autorità nel gestire gli affari pubblici con mezzi finanziari limitati. Auguriamoci che questo periodo passi in fretta. Tuttavia nei punti sopra esposti abbiamo voluto esprimere i nostri dubbi su alcune scelte che sembrano contraddirsi e  che non seguono un obiettivo chiaro. Manchiamo forse di una gestione strategica del Comune?
Ringraziamo le Autorità per l’impegno che dimostrano e gli auguriamo di avere il coraggio e la fermezza che servono in queste situazioni. Auguriamo a tutti i cittadini indistintamente un ottimo 2013.


UDC-Valposchiavo
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